2026.09.19

Ferruzzano Borgo silente –
Bosco di Rudina – Palmenti Rupestri
e romitori basiliani by SudTrek (E)

L’escursione “Ferruzzano Borgo silente – Bosco di Rudina – Palmenti Rupestri e romitori basiliani by SudTrek”, di livello E, di circa 9 Km con dislivelli +300 m e -300 m, della durata preventivabile col metodo CAI di circa 3 ore effettive (escluse le soste), sarà condotta dall’Accompagnatore Escursionistico FIE – Federazione Italiana Escursionismo e Guida Ambientale Escursionistica dell’A.S.D. SudTrek Santo Panzera, che si avvarrà della collaborazione dell’AE FIE dell’A.S.D. SudTrek Franco Pulitanò.

Si consiglia un abbigliamento “a strati” idoneo al trekking [indispensabili: scarponi (obbligatori) e pantaloni lunghi da trekking, T-shirt traspirante, giacca a vento, poncho impermeabile, occhiali da sole, copricapo, crema solare, burro di cacao per le labbra, torcia frontale e bastone da montagna]; pranzo al sacco e almeno 1 litro e mezzo d’acqua.

Il raduno è previsto per sabato 19 settembre 2026 alle 9:30 di fronte al campo di calcetto di Ferruzzano Marina (RC).

Cliccando sul seguente link si visualizzerà il luogo del raduno su Google Maps: https://maps.app.goo.gl/qY7dN1qWqNNuMm9x9.

Constatata la presenza di tutti gli iscritti, si procederà a bordo delle proprie auto prima lungo la Strada Provinciale 166 per circa 1,5 Km e poi lungo la Strada Provinciale 170 per altri 7 Km fino a giungere, dopo aver attraversato la frazione Saccuti, a Ferruzzano Superiore (474 m. s.l.m.), dove si parcheggerà a Piazza della Memoria per dare inizio un itinerario naturalistico-storico-panoramico ad anello.

L’escursione prevede una prima parte di tipo “urbano” tra i suggestivi vicoli e le “rughe” del Borgo di Ferruzzano ed una seconda parte di tipo storico-naturalistico nel contesto del Bosco di Rudina.
L’itinerario ha inizio dalla Piazza della Memoria, si snoda agevole per le vie del Borgo e attraverso l’ascolto di scritti tematici di Umberto Zanotti Bianco (Tra la Perduta Gente), Francesco Attilio Marando (Memorie del Terremoto del 23 ottobre 1907) e Gino Gullace (E l’America ci salverà dai nostri bisogni) consentirà all’escursionista di apprendere sul luogo e senza filtri le vicende storiche che hanno decretato il triste destino al quale è andato incontro il Borgo di Ferruzzano.

Le vicende storiche del Borgo sono simili a quelle di molti centri dell’entroterra ionico che, dopo aver subito nel corso del 500 le devastazioni dei pirati turchi, aver tenacemente resistito per secoli ai colpi demolitori di terremoti, frane ed alluvioni, hanno ceduto, stremati, all’emigrazione ed alla velocizzazione dei trasporti con la costruzione della strada ferrata ed il loro trasferimento sulla costa. Attualmente i pochissimi residenti (solo 4 abitanti) e coloro che si sono trasferiti altrove assistono mal rassegnati al disfacimento lento dell’abitato che è prezioso custode di fatiche indicibili, sogni a lungo cullati, affetti spesso malcelati e vicende di umanità varia che rischiano di essere irrimediabilmente dimenticate. Ferruzzano, un tempo non lontano, paese ricco e noto per l’abbondanza e la bontà dei propri prodotti agricoli e per l’abilità dei propri artigiani, ora è ridotto ad un alveare senza vita conservando intatta la propria fisionomia urbana, con abitazioni fondate sulla viva roccia e munite al pianterreno di ampi catoji, con i palazzi seicenteschi Cafari e Gullace, ottocenteschi Brancatisano e Ceravolo, il vecchio Asilo edificato da Zanotti Bianco, con le sue strade, le sue rughe ed i suoi vicoli ora deserti, ma un tempo brulicanti di contadini ed artigiani operosi. Dove ora regna il silenzio più cupo che avvolge ed ammalia il visitatore, suscitandogli profonde emozioni, un tempo non lontano, era tutto un rincorrersi incessante di voci e di suoni attestanti la vivace socialità e la efficiente laboriosità dei ferruzzanesi.
Dal Borgo di Ferruzzano, procedendo in discesa lungo la strada in cemento che conduce alla zona Sant’Agata, si raggiunge il selciato che, sempre in discesa, conduce in località Portella dove, nei pressi dell’omonima sorgente vi è una roccia sulla quale vi è un graffito con due serpenti (colubri d’Esculapio) uniti testa coda, riferibili ad una civiltà matriarcale preellenica e simboleggianti la fertilità. Si segue la strada carrabile che si snoda sinuosa fiancheggiando a Nord il Bosco di Rudina verso la località Carruso dove svetta come un enorme totem l’omonima Rocca. La strada procede a tratti in piano e a tratti in discesa fiancheggiata da appezzamenti di terreno terrazzati da muri a secco (armacere), molti dei quali un tempo erano coltivati a vite ed ulivo, ma ora in abbandono e ridotti a pascolo brado, fino a giungere alla Chiesetta Bizantina di San Valentino, triabsidata con archetti, simulata nella nuda roccia, sede di un insediamento monastico nel XIII sec. e soggetta nel tempo a diverse trasformazioni. L’itinerario continua immettendosi nella stradina sterrata che procede agevole in discesa fino a ridursi ad un sentiero che si snoda tra bassi cisti e rade querce e, superato un ruscello con le opere murarie per la captazione dell’acqua per uso irriguo, si dipana nel Bosco attraverso l’alternarsi di campi coltivati ad ulivi, ampie aree non più in coltura e colonizzate dal Bosco e radure adibite a pascolo brado, offrendo agli occhi dell’escursionista ampie vedute sull’ampio letto ghiaioso della Fiumara La Verde e sulle montagne aspromontane. Il percorso procede poi agevole nel Bosco di Rudina in un alternarsi di strada carrabile sterrata e sentiero che si snodano tra la macchia mediterranea in cui predominano alti lecci, querce, eriche arboree, corbezzoli ed un sottobosco in cui risaltano specie lianose come Clematis Vitalba e Salsapariglia. Lungo l’itinerario l’escursionista potrà ammirare l’Osmunda Regalis, una rara felce cespitosa della quale vi è una stazione in località Sant’Anarghi che nell’etimo richiama alla presenza di un monastero basiliano intitolato ai Santi Guaritori Cosma e Damiano; inoltre, lungo il percorso nel contesto del Bosco di Rudina, si visioneranno diversi palmenti rupestri, manufatti utilizzati per la calcatura dell’uva e la relativa vinificazione, testimonianti una lunga stratificazione di civiltà diverse, da quella preellenica a quella bizantina. Una volta raggiunta l’area pic-nic di località Zacharia, si procede in salita lungo la carrabile che, passando a fianco delle Rocche di Zacharia e attraversato il rione Stinchi, riconduce alla Piazza della Memoria di Ferruzzano.

Non è previsto un orario preciso per il termine dell’escursione, ma sicuramente verrà occupato l’intero arco della giornata per godere appieno della bellezza dei luoghi dedicando ampio spazio ad attività ludico-ricreative come la fotografia.

L’escursione sarà annullata in caso di condizioni meteo particolarmente avverse. L’accompagnatore escursionistico, a sua discrezione, potrà decidere di variare il percorso o di annullare l’escursione, anche in corso, se dovesse risultare compromessa la sicurezza del gruppo o di singoli partecipanti o per qualsiasi altro motivo ritenuto valido dallo stesso.

Per partecipare all’escursione occorre confermare la presenza entro il giorno prima ed essere tesserati SudTrek o essere tesserati ad una associazione affiliata alla FIE e convenzionata con la SudTrek.

La tessera SudTrek ha un costo di € 30 da bonificare, previo invio del Modulo d’Iscrizione, all’IBAN IT17K0103081370000000664728 intestato ad Associazione Sportiva SudTrek con causale “Tesseramento 2026” e dà diritto a partecipare alle oltre 100 escursioni programmate e alle altre eventuali al momento non calendarizzate godendo della copertura assicurativa delle polizze Infortuni Tesserati e RCT stipulate dalla FIE col Gruppo ITAS Assicurazioni. Ai fini del perfezionamento dell’iscrizione bisogna, inoltre, inviare copia della Carta d’Identità, del Codice Fiscale e del bonifico all’indirizzo tesseramento@sudtrek.com.

Chi volesse rimanere in zona per partecipare anche all’escursione Ferruzzano Saccuti “Strata Cunsulari” – Palmenti rupestri e segni del neolitico by SudTrek del 20.09.2026, previo accordo telefonico, potrà pernottare gratuitamente a casa di Santo Panzera portando lenzuola e asciugamani.