L’escursione “Le grandi querce tra Serro Carrà e Piani Carelli by SudTrek”, di livello E, di circa 13 Km con dislivelli +350 m e -350 m, della durata preventivabile col metodo CAI di circa 4 ore effettive (escluse le soste), sarà condotta dall’Accompagnatore Escursionistico FIE – Federazione Italiana Escursionismo e Guida Ambientale Escursionistica dell’A.S.D. SudTrek Santo Panzera, che si avvarrà della collaborazione dell’Accompagnatore Escursionistico Nazionale FIE e GAE dell’A.S.D. SudTrek Saverio Gerardis, degli AE FIE e GAE dell’A.S.D. SudTrek Antonella Calvi, Rosanna Cannizzaro, e dell’AE FIE dell’A.S.D. SudTrek Franco Pulitanò.
Si consiglia un abbigliamento “a strati” idoneo al trekking [indispensabili: scarponi (obbligatori) e pantaloni lunghi da trekking, T-shirt traspirante, giacca a vento, poncho impermeabile, occhiali da sole, copricapo, crema solare, burro di cacao per le labbra, torcia frontale e bastone da montagna]; pranzo al sacco e almeno 1 litro e mezzo d’acqua.
Il raduno è previsto per domenica 28 giugno 2026 alle 9:30 al Km 84 della S.S. 106 Jonica a Bovalino (RC) nel parcheggio dell’Interspar, nei pressi del bivio per San Luca.
Cliccando sul seguente link si visualizzerà il luogo del raduno su Google Maps: https://goo.gl/maps/2U7fGwBtd79hmnrU6.
Constatata la presenza di tutti gli iscritti, ci si dirigerà con le proprie auto verso San Luca (333 m s.l.m.) e, superatolo, si proseguirà lungo la strada San Luca-Montalto fino a giungere, una volta fiancheggiata Pietra Lunga (835 m s.l.m.), ai Piani di Carrà, da dove avrà inizio l’escursione ad anello.
L’escursione rappresenta una bella immersione nei luoghi più celebri e più belli dal punto di vista paesaggistico e naturalistico dell’intero comprensorio aspromontano, come testimoniato dalle “Querce di altri tempi”, solenni come cattedrali.
Si partirà dai Piani di Carrà seguendo la sterrata che costeggia il recinto dei piani e, dopo un centinaio di metri ci si immetterà sulla pista a destra; da qui in avanti il cammino sarà molto agevole con divertenti saliscendi, fino a giungere su una terrazza panoramica da dove si potranno ammirare numerose vette e la fantastica valle della Menta con il cocuzzolo di Puntone La Croce, caratterizzata da pendii scoscesi di macchia mediterranea e da numerosi promontori che si aprono su di essa.
Dopo aver superato Serro Alto (1054 m s.l.m.) ci si immetterà in una pista forestale che costeggia un fantastico bosco di querce, per poi giungere dopo qualche minuto sulla strada asfaltata; percorso qualche centinaio di metri sulla strada asfaltata, si salirà verso il Serro Jero. In questo tratto i pascoli sono ricoperti da una fitta pietraia, ma il verde continua ad essere il colore dominante in tutto l’ambiente circostante.
Il sentiero procederà senza alcun problema e con pendenza dolce lungo la movimentata cresta del Serro Cropanelli (1320 m s.l.m.), fino a raggiungere Monte Cropanelli.
Il panorama inizia ad aprirsi: sulla destra verso sud, la Valle delle Grandi Pietre con Pietra Cappa, il simbolo dell’Aspromonte; sulla sinistra lo sguardo si proietta sulla cima di Montalto e tutta la catena aspromontana da Monte Scorda a Monte Antenna. Si scende poi al piano Cropanelli e, seguendo il Sentiero 103, con segnavia bianco-rosso, attraverso il quale si snoda la tappa San Luca-Zervò del Sentiero Italia, in pochi minuti si giungerà alla Collina di Carrelli; si procederà in discesa lungo il sentiero per arrivare alla fontana Carrelli da dove si proseguirà per un centinaio di metri per poi immettersi sui piani di Carrelli.
Tale sito fino a qualche anno fa era un vero e proprio giardino curato e mantenuto, nel quale sono presenti le fantastiche “Querce di altri tempi”. Alcune hanno un’importanza particolare per essere considerate veri monumenti, testimoni di storie e leggende, simboli di un patrimonio naturale e culturale da scoprire. Monumenti della natura, insomma, che si collocano accanto a quelli creati dall’uomo e costituiscono un patrimonio di inestimabile valore, da conoscere, tutelare e omaggiare. Questi giganti della montagna si innalzano silenti su ampie radure, sfrontati ed alteri contro la furia del vento che li scuote e la pioggia che li bagna, orgogliosi di aver dato riparo ai viandanti, rifugio agli animali, essere stati punto di riferimento per i frequentatori della montagna.
Non si può sicuramente rimanere indifferenti di fronte alla loro forza, alla loro tenacia, alla loro luminosa bellezza, ai ricordi cui rimandano e alla sacralità che sprigionano. Sono immense creature imbevute di storia, di forza e resistenza encomiabili che, attraverso le loro contorte e profonde radici, alimentano di linfa vitale la storia della nostra terra e la memoria della nostre popolazioni. Al cospetto delle “Querce di altri tempi” siamo chiamati tutti ad una profonda riflessione: non dobbiamo venir meno al nostro ruolo di difensori e custodi di questi beni preziosi che, con premura e saggezza, ci hanno tramandato i nostri avi per lasciarli in eredità ai nostri figli, assicurando così l’integrità del tessuto della nostra memoria e della nostra storia, in molti casi lacerato irrimediabilmente dall’incuria e dagli incendi. Di fronte a simili monumenti della natura, non resta altro che fermarsi e riflettere in silenzio sulle varie vicende storiche di cui sono state preziosi testimoni nel corso della loro lunga vita, con l’auspicio che essi possano vivere ancora a lungo e trasmettere anche alle future generazioni quella “linfa rigeneratrice”, quell’energia positiva che si percepisce evidente al loro cospetto. Queste vere e proprie colonne che si ergono imponenti verso il cielo sono simbolo di mirabile resilienza con le loro profonde e contorte radici che si insinuano sinuose nel terreno, mentre con le loro spesse cortecce e con i loro rami intricati e contorti sono preziosi custodi di una complessa e composita biodiversità nella quale entra in gioco tutto un mondo di insetti, uccelli, piccoli e grandi mammiferi, miceti e piante. Infatti, queste querce monumentali oltre ad essere fondamentali per l’eredità storica del nostro territorio e la tutela della biodiversità, in virtù della loro grande longevità e resilienza, sono dei preziosi archivi genetici ed indicatori della salute ed integrità ambientale.
Dopo una doverosa sosta di fronte a questi magnifici esemplari di biodiversità, si seguirà la pista centrale, coperta da una fitta vegetazione e, in pochi minuti, si giungerà al cancello di Carrelli per poi proseguire sulla sterrata che in lieve salita conduce alla fontana di Cropanelli; qualche breve tornante e si arriverà sulla strada asfaltata, che percorrendola in discesa per circa un chilometro, permetterà di far ritorno ai Piani di Carrà.
Non è previsto un orario preciso per il termine dell’escursione, ma sicuramente verrà occupato l’intero arco della giornata per godere appieno della bellezza dei luoghi dedicando ampio spazio ad attività ludico-ricreative come la fotografia.
L’escursione sarà annullata in caso di condizioni meteo particolarmente avverse. L’accompagnatore escursionistico, a sua discrezione, potrà decidere di variare il percorso o di annullare l’escursione, anche in corso, se dovesse risultare compromessa la sicurezza del gruppo o di singoli partecipanti o per qualsiasi altro motivo ritenuto valido dallo stesso.
Per partecipare all’escursione occorre confermare la presenza entro il giorno prima ed essere tesserati SudTrek o essere tesserati ad una associazione affiliata alla FIE e convenzionata con la SudTrek.
La tessera SudTrek ha un costo di € 30 da bonificare, previo invio del Modulo d’Iscrizione, all’IBAN IT17K0103081370000000664728 intestato ad Associazione Sportiva SudTrek con causale “Tesseramento 2026” e dà diritto a partecipare alle oltre 100 escursioni programmate e alle altre eventuali al momento non calendarizzate godendo della copertura assicurativa delle polizze Infortuni Tesserati e RCT stipulate dalla FIE col Gruppo ITAS Assicurazioni. Ai fini del perfezionamento dell’iscrizione bisogna, inoltre, inviare copia della Carta d’Identità, del Codice Fiscale e del bonifico all’indirizzo tesseramento@sudtrek.com.