Glossario del Trekking

ACCLIMATAZIONE – Adattamento fisiologico del corpo umano alle altitudini elevate e alla conseguente carenza di ossigeno.

ADERENZA – Tecnica di salita su roccia basata sulla capacità di sfruttare le doti di attrito della suola di gomma. Si usa sulle placche lisce e non verticali.

ANCORAGGIO – Punto in cui si aggancia una corda o un’assicurazione. Può essere una struttura rocciosa naturale, un chiodo in una fessura o nel ghiaccio, un nut, un friend, oppure un corpo morto nella neve, oppure ancora uno spit.

ARRAMPICATA ARTIFICIALE – Qualsiasi tecnica che comporti l’uso di chiodi o altre attrezzature messe in loco dallo scalatore come appiglio o appoggio per issarsi sulla parete. Lo scalatore procede piantando col martello chiodi normali o trivellando fori per i chiodi a pressione; vi aggancia staffe e mette i piedi sui gradini di queste. L’uso, anche solo parziale, di questa tecnica esclude l’arrampicata libera (vedi descrizione del termine).

ARRAMPICATA LIBERA – Dal termine anglo-sassone free climbing. Indica la salita di una parete senza utilizzare chiodi o altri ancoraggi né per la progressione né per il riposo, ma soltanto per la protezione da una eventuale caduta. Da non confondere con l’arrampicata senza assicurazione (in inglese free–solo) in cui lo scalatore procede senza posizionare protezioni e senza l’uso della corda.

ASSICURAZIONE – Insieme di tecniche e materiali che consentono di limitare i possibili danni di una caduta del compagno di cordata. Si usano tecniche differenti per l’assicurazione al primo o al secondo di cordata.

ATTACCO – Termine indicante il punto di partenza di una via.

BIVACCO – Notte trascorsa all’aperto, in genere in parete o in ambiente alpinistico, con uso o meno della tenda.

CAMPO ALTO – Località attrezzata con una o due tendine durante lo svolgimento di una spedizione nel percorso tra il campo base e la vetta.

CAMPO BASE – L’insieme delle tende e delle attrezzature che permettono ad una spedizione di installarsi alla base della montagna per intraprendere la salita in stile himalayano (vedi descrizione del termine)

CANALONE – Canale più o meno largo di neve, ghiaccio o anche di roccia.

CENGIA – Ripiano che interrompe la verticalità della parete, di dimensioni e fogge differenti.

CORDA DOPPIA – Metodo di discesa su terreno ripido, verticale o strapiombante, scorrendo su una doppia corda ancorata in maniera che recuperando uno dei capi si possa di nuovo avere la corda a disposizione.

CORDA FISSA – Corda precedentemente fissata in parete e impiegata per la risalita con le apposite maniglie o gli appositi nodi autobloccanti.

CREPACCIO – Spaccatura di dimensioni e forme assai variabili nella superficie di un ghiacciaio. Sono creati dal lento movimento e dai cambi di direzione della massa glaciale e quindi dalla sua fratturazione.

CRESTA – Linea d’incontro di due opposti versanti o pareti, può essere rocciosa, nevosa o mista.

DISCENSORE – Attrezzo meccanico per effettuare la discesa a corda doppia o una calata.

G.P.S. – (Global Position Sistem) Apparecchio anche portatile che determina la posizione attraverso la collimazione di più segnali satellitari.

GOULOTTE – Strettissimo canalino di ghiaccio incassato tra pareti rocciose.

IMBRAGATURA – Fondamentale attrezzo per l’arrampicata che, una volta indossato, consente di ripartire le eventuali sollecitazioni che il corpo potrebbe ricevere in una caduta. Inventata negli Anni 60, consente una comodità ed una sicurezza assai maggiori di una semplice corda legata in vita.

JUMAR – Maniglia di risalita su corda fissa, consente lo scorrimento verso l’alto lungo la corda stessa e si blocca automaticamente quando viene esercitata una forza verso il basso.

MAL DI MONTAGNA – Con questo termine ci si riferisce ad una complessa sintomatologia che può verificarsi in chi si spinge in alta quota. I sintomi più comuni sono il senso di stordimento, mal di testa, debolezza o, al contrario, euforia, inappetenza, insonnia. La sintomatologia può complicarsi con cefalea resistente agli antidolorifici, nausea e vomito. L’ulteriore e drammatico decorso può essere rappresentato da edema polmonare e cerebrale.

MISTO – Terreno di ascensione costituito dall’alternarsi continuo di roccia, ghiaccio e neve.

OMETTO – Piccola costruzione di pietre ammonticchiate a secco fatta per segnalare un itinerario o la cima ad una montagna.

PARETE – Muraglia di roccia oppure neve e ghiaccio, ben identificabile alla vista, che occupa una porzione di un versante montuoso. Il termine è spesso seguito dall’indicazione di un punto cardinale che fornisce informazioni sull’esposizione della parete stessa. Ad esempio: si definisce parete nord di una montagna quella rivolta verso settentrione.

PASSO CHIAVE – Si dice di un passaggio o di un tratto di ascensione che costituiscono il punto più difficile da superare.

PICCOZZA – Di varie forme e dimensioni, è l’attrezzo essenziale per le salite in alta quota. Con diverse tecniche viene piantata nella neve o nel ghiaccio, fornendo un punto d’appoggio che consente all’alpinista di innalzarsi anche su pendii molto ripidi o addirittura verticali e strapiombanti.

PILASTRO – Imponente e monolitica struttura rocciosa che fuoriesce dal corpo principale della montagna.

PIOLET-TRACTION – Tecnica di progressione in linea retta su neve o ghiaccio ripido puntando le punte frontali dei ramponi nel ghiaccio e rimanendo in equilibrio impugnando e piantando due attrezzi (piccozze o martelli-piccozze).

PLACCA DI NEVE – Settore con neve indurita dall’azione compattante del vento. Tra i più grossi pericoli per l’alpinista, può slittare su uno strato inferiore con la massima facilità.

PONTE DI NEVE – Sottile formazione nevosa o glaciale a collegamento naturale tra i bordi di un crepaccio.

PORTATORE – Solitamente abitanti locali assunti per il trasporto del materiale per una spedizione dal punto di partenza al campo base.

PORTATORE D’ALTA QUOTA – Alpinista locale che in una spedizione aiuta a trasportare i carichi fino ai campi più alti.

PROTEZIONE – Attrezzo (chiodo da roccia, ghiaccio o altra attrezzatura specifica) inserito o piantato in una fessura o fissato per limitare gli effetti di una caduta del capocordata. Servono all’uopo anche fettucce su spuntoni o attorno alle clessidre.

RAMPONI – A numero variabile di punte (da 10 a 14) sono attrezzi indispensabili per le ascensioni su ghiaccio. Si fissano allo scarpone con i cinghietti o con un apposito attacco rapido.

SERACCATA – Imponente formazione glaciale che risulta dall’associazione di seracchi e crepacci formati dal cambio di pendenza in un ghiacciaio. Assai instabile, quindi estremamente pericolosa.

SOSTA – Punto dove il capocordata si ferma alla fine di una lunghezza di corda per attrezzare un ancoraggio e recuperare il compagno.

SPIGOLO – più ampia e meno definita della cresta è la prua determinata dall’incontro di due pareti o versanti.

SPERONE – Simile al pilastro (vedi descrizione del termine), ma meno definito.

STILE ALPINO – La cordata (di due o tre membri) è completamente indipendente, porta con sé tutto il necessario per l’ascensione e non usa corde fisse per il rientro alla base. Tale tecnica implica la rinuncia alle bombole di ossigeno e all’aiuto dei portatori.

STILE HIMALAYANO – Stile di salita che comporta molto tempo, mezzi e uomini. La via è attrezzata a poco a poco con corde fisse che rendono più facile la discesa e il proseguimento. Sono sistemati anche dei campi intermedi fino all’ultimo, quello che precede l’assalto alla vetta.

VERGLAS – Sottile strato di ghiaccio di fusione che copre le rocce in presenza di basse temperature. Da salire con i ramponi.

VERSANTE – Uno dei lati che costituiscono la montagna, direttamente identificabile con il punto cardinale verso cui è rivolto. Ciascun versante è spesso costituito da un complesso sistema di pareti, creste, canaloni, ecc.

ZERO TERMICO – Quota al di sopra della quale, durante le 24 ore di una giornata e in una certa zona montuosa, la temperatura non sale mai sopra lo zero.